C’è un forte fuori Verona. A dire la verità ce ne sono molti sparsi in città e nelle campagne attorno al centro urbano ma questo è speciale. Forte Rudolph si trova tra San Massimo e Lugagnano, ben conservato e curato da associazioni che ne hanno fatto la sede delle proprie attività ma anche di aree museali dedicate alla Seconda Guerra Mondiale. Ci sono reperti storici, ritrovati in vecchie cantine o recuperati dalle famiglie veronesi che li avevano conservati in ricordo di un nonno o un parente che quella guerra l’aveva vissuta, esposti in teche o allestimenti, in diorama o riproduzione di scene di “vita di guerra”. Ci sono mezzi perfettamente conservati, documenti, bandiere, radio e apparecchi di trasmissione comunicazioni, ma anche oggetti ritrovati in Africa o in Russia sopravvissuti ai loro proprietari.

Forte Rudolph

Ci sono volontari in perfetta uniforme da gerarca nazista o da semplice soldato italiano, da aviatore americano o da marinaio inglese, che accompagnano i visitatori lungo il percorso e spiegano ogni cosa: da dove vengono i reperti, cos’è originale (quasi tutto) e cos’è riprodotto, a quale episodio si riferisce una certa ambientazione, aneddoti, racconti di famiglia. C’è il simulatore di volo che ti immerge nell’atmosfera di un cacciabombardiere che sgancia bombe e ti dà l’illusione di sorvolare Verona durante il bombardamento del 1943. C’è il rifugio antiaereo, con suoni e luci suggestive e inquietanti, l’aria densa e pesante, la sensazione claustrofobica della dilatazione infinita del tempo che fa sembra i tre minuti dell’esperienza come un arco lunghissimo… Sembra incredibile riuscire a resistere per ore, a volte giorni, in quelle condizioni, eppure è stato così, in alcuni angoli del mondo – purtroppo ancora troppi – è ancora così.

Infine c’è la passione nei racconti dei volontari (Asssociazione Forte Rudolph e Associazione Vivere La Storia (), che si mettono a disposizione per aiutarci a entrare in quel mondo del nostro passato recente ormai dimenticato o addirittura poco conosciuto, in particolare dai più giovani. Ma soprattutto c’è la storia, quella dei nostri nonni e bisnonni che lasciavano la famiglia per andare al fronte a combattere per la patria, la nostra storia. Sembra un mondo molto lontano quello di Forte Rudolph, come entrare in un film in bianco e nero, ma le sensazioni che si provano sono incredibilmente vivaci e reali.

Forte Rudolph
Forte Rudolph

Accedere al forte, con visite guidate è possibile praticamente tutti i weekend – anche se alcune sezioni vengono aperte solamente per un fine settimana al mese – per i nostalgici e per gli amanti della storia e della tradizione o anche semplicemente per i curiosi. È importante vedere con i nostri occhi perché siamo talmente abituati a vivere dentro un film che rischiamo di perdere il contatto con la realtà della morte in guerra, che è crudele, fredda e sudicia e non risparmia nessuno. Soprattutto è educativo e formativo in questi tempi, capire cos’è la guerra e quali orrori infligge, i sacrifici che affrontano i soldati ma anche le loro famiglie, perché la guerra è guerra, non importa dove viene combattuta e da chi, né chi vince, perché tanto alla fine perdiamo tutti.

Enrico Sfiligoi, 4F

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