Tutto è partito nell’anno scolastico 2018-2019 da alcuni ragazzi, attuali organizzatori, assieme alla professoressa Giorgia Palmano, che ha aiutato a portare avanti l’iniziativa. Il gruppo è aperto a tutti, chiunque può partecipare

 

L’iniziativa GSA (Gay Straight Alliance) è nata negli Stati Uniti con lo scopo di riunire persone che fanno parte della comunità LGBTQIA+ o che semplicemente la sostengono, per parlare di temi dattualità legati alle vicende che accadono alla comunità stessa a livello globale e locale, ma anche per discutere di vicende personali legate o meno alla propria identità sessuale e di genere.

Abbiamo intervistato le organizzatrici del progetto GSA dell’istituto Enrico Medi: Michela Caldana, Martina Ottoboni, Agnese Barbieri e Matilde Chiavenato.

«È un gruppo autogestito da e per i ragazzi, volto a riunire persone per il confronto e il supporto reciproco. Gli incontri si svolgono durante la sesta ora, quindi non sono pesanti, non richiedono una particolare concentrazione come per le lezioni. Si tratta di un incontro tra persone che hanno voglia di parlare», afferma Michela.

Tutto è partito nell’anno scolastico 2018-2019 da alcuni ragazzi, attuali organizzatori, di 5 AM assieme alla professoressa Giorgia Palmano, che ha aiutato a portare avanti l’iniziativa. Il gruppo è aperto a tutti, chiunque può partecipare.

Purtroppo liniziativa ha riscontrato diversi ostacoli nel corso del tempo, soprattutto a causa della pandemia, in quanto il progetto è stato portato online e questo «denotava una partecipazione molto meno fortein presenza è tutta un’altra cosa», afferma Agnese.

Questanno la difficoltà per gli organizzatori è stata quella di riuscire ad avere un’aula, a causa di tutte le norme di sanificazione.

Un’altra problematica riscontrata è quella della visibilità del progetto: «Sarebbe bello se riuscissimo a coinvolgere più persone», dice Michela. Il progetto richiederà molto lavoro per farlo conoscere, per esempio si sta pensando ad invitare figure qualificate come psicologi o membri di organizzazioni importanti, come Arcigay.

Altro obiettivo del gruppo GSA è quello di mettere a proprio agio le persone che vi partecipano, dare loro un luogo dove sfogarsi o parlare di problemi che possono avere in famiglia o con la scuola.

«Le persone si sentono a loro agio durante gli incontri in presenza, in Dad un pomeno: era molto complicato e strano perché nessuno rispondeva, la presenza aiuta molto a forgiare la situazione e non è scontato che ci sia un gruppo così in una scuola. Siamo uno dei pochi istituti che lo organizza, ed è importante che ci sia, anche per mostrare che esiste, che c’è un’apertura mentale”, dice Agnese.

Uno dei traguardi che questo gruppo ha raggiunto, infatti, è stato l’aver aiutato l’ex preside del Medi, Mario Bonini, a portare l’iniziativa allistituto Agli Angeli di Verona, facendo del GSA del Medi un esempio per altre scuole.

Giulia Zecchini
Andrea Cannatella

Nella foto in alto: Martina Ottoboni, la professoressa Giorgia Palmano e Agnese Barbieri

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