Pesante l’effetto del lockdown ma nonostante l’emergenza sono state attuate contromisure per continuare l’attività

 

È passato ormai quasi un anno da quando le prime restrizioni contro la pandemia sono state implementate, e tutti abbiamo visto gli effetti che hanno avuto sugli aspetti della nostra vita e anche sulle varie attività lavorative. Tra queste, ce ne sono alcune che crediamo abbiano ricevuto poca visibilità per quanto riguarda i loro problemi; si intendono, nello specifico, le biblioteche e le librerie.

Prima della pandemia, nonostante da alcuni anni affrontassero la competizione presentata dagli e-books e dai servizi digitali di vendita di libri, avevano un ruolo molto importante, in quanto costituivano luoghi di incontro e di socializzazione, permettevano di incontrare dal vivo autori ed esperti e di consentire l’accesso ad opere letterarie altrimenti difficili da ottenere.

Le restrizioni, tuttavia, hanno messo un freno a tutto ciò, e le diverse attività sono state spostate online oppure sospese del tutto. Grazie alla disponibilità dei gestori, siamo riusciti a costruire una visione d’insieme che ci ha permesso di delineare la situazione di librerie e biblioteche nel nostro territorio, prima e durante la pandemia, e di azzardare delle considerazioni su che cosa riserverà il futuro in questo ambito.

Per quanto riguarda le librerie, una delle più importanti nella nostra area è senza dubbio la Libreria Jolly di Verona, gestita da Claudio De Signori, nota principalmente per la sua adesione al progetto “Inbookiamoci” realizzato dal Liceo Medi di Villafranca, ma che ne organizza anche molti altri. Tra di essi i più significativi sono le “Libriadi”, in collaborazione con l’Associazione Librai Italiani (ALI), che in un decennio ha visto la partecipazione di 42.000 alunni, il festival letterario “LibrarVerona” e il progetto “30 Minuti con lo scrittore”. Questa è una delle attività che, per via delle restrizioni, è stata portata avanti in modalità online ed ha riscontrato un enorme successo, con più di 5.000 presenze in diretta e 63.000 visualizzazioni, dimostrando che il Coronavirus non ha avuto un impatto negativo sull’interesse per l’attività e che anche la modalità digitale può mantenere viva l’attenzione.

Per quanto riguarda l’evoluzione futura della situazione, De Signori, è ottimista in quanto ritiene che «dobbiamo tutti cercare di conservare quello che ci sta lasciando di positivo questo periodo, quindi trovare uno spunto che ci permetta di tramutare in energia benefica quella che all’inizio era divenuta, e rimane, una situazione pesante e di sofferenza».

Biblioteca Civica (Verona)

Per molti aspetti, la stessa cosa è avvenuta anche alla Biblioteca Civica di Verona, che prima della pandemia riceveva un imponente numero di visitatori (circa 50.000 tra i mesi di gennaio e febbraio), attirati dal vasto numero di volumi e dalla ben fornita emeroteca. Per questo motivo, quando sono state attuate le prime restrizioni, lo staff della biblioteca si è mobilitato per continuare a fornire un servizio costante a tutti, incrementando il prestito di e-books e potenziando tutti i canali social; tutto ciò fino alla riapertura, seppur temporanea, nel mese di giugno, che ha ridato respiro alla frequentazione della biblioteca previo rispetto di tutte le norme di distanziamento sociale.

Le attività online della biblioteca si sono estese anche ai progetti, in quanto le mostre, relative rispettivamente a Pinocchio e a Gianni Rodari, e la didattica per le scuole sono state rese fruibili tramite un percorso digitale. Per quanto riguarda i cambiamenti che si sono imposti a seguito della situazione attuale, anche coloro che lavorano alla biblioteca, come Sara Fazzini, vedono degli aspetti positivi: «Questa pandemia ha accelerato l’utilizzo della tecnologia digitale, sia per quanto riguarda la gestione dei materiali, sia per la loro fruizione, così come per l’accesso ai servizi, anche se difficilmente potrà sostituire la dimensione sociale della frequentazione di una biblioteca».

È chiaro che i lockdown istituiti per contrastare la pandemia hanno avuto un pesante effetto sulle biblioteche e sulle librerie, ma è anche vero che queste si sono dimostrate capaci di adeguarsi alla situazione e di mettere in atto delle contromisure; resta da vedere se saranno in grado di ritornare a svolgere le loro attività standard una volta che questo periodo particolarmente difficile sarà terminato.

Davide Bianchini
Paola Trucchi

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