A 25 anni ha fondato l’organizzazione Still I Rise che aiuta i migranti bloccati nei campi profughi ai confini degli stati e permette ai bambini di frequentare la scuola.

«Sono un ragazzo come gli altri», così si presenta Nicolò Govoni, ragazzo che a soli 25 anni ha fondato l’organizzazione “Still I Rise”. All’inizio dell’anno scolastico 2020/2021 il Liceo Medi di Villafranca (Verona) è venuto a conoscenza di questa organizzazione attraverso un progetto di educazione civica svolto nelle ore di Lingua Tedesca sul diritto all’istruzione per bambini e ragazzi nei campi profughi,.

L’ONLUS “Still I Rise” è nata nel 2018 su una piccola isola della Grecia, Samos, con uno scopo ben preciso: aiutare i migranti bloccati ai confini degli stati nei campi profughi e permettere ai bambini di frequentare la scuola. Nel marzo dell’anno successivo viene inaugurata “Through Our Eyes”, la mostra fotografica realizzata interamente dagli studenti. All’apertura di “Mazi”, la prima scuola fondata da Nicolò e i suoi compagni, sono seguite poi quella di “Beraber”, in Turchia nel marzo 2020, e il centro educativo “Ma’an” nell’agosto dello stesso anno, in Siria. Nicolò si trova ora in Kenya, dove sta progettando l’apertura di un ulteriore centro che si presenta come una scuola internazionale.

L’ispirazione per fondare questa ONLUS è scaturita dal suo viaggio in India nell’estate del 2013, intrapreso come atto di ribellione verso una vita a suo dire “preconfezionata”. Successivamente, essendosi reso conto della povertà della gente del luogo, decise di trattenersi in India per aiutare i bambini dell’orfanotrofio in cui lavorava. A quel punto Nicolò si dedica anche alla stesura dei suoi primi due libri: “Uno” nel 2015,  e “Bianco come Dio” nel 2018, col fine di raccogliere fondi per aiutare i suoi ragazzi ad accedere all’università. In seguito, con l’obiettivo di finanziare la costruzione di scuole nei paesi più in difficoltà, scrive “Come fosse tuo figlio” e nel 2020 viene nominato al premio Nobel per la pace.

In seguito alle ricerche svolte in classe, il 4 dicembre 2020 abbiamo avuto la possibilità di partecipare ad un incontro con lui sulla piattaforma online “Zoom”, per conoscere meglio la sua associazione, i suoi obiettivi e la sua storia. Alla conferenza, Nicolò non solo ci ha presentato il suo lavoro, ma ci ha anche dato consigli per scoprire il nostro potenziale e seguire le nostre passioni, fondamentali per orientarci nelle scelte che ci troviamo a dover fare.

Abbiamo raccolto l’opinione di alcuni nostri compagni, concordi nel definire l’incontro non soltanto utile per conoscere una realtà a noi preclusa, ma anche incoraggiante e motivante per la nostra vita. «La conferenza è stata molto produttiva e stimolante, sia per il fatto che Nicolò ci ha introdotto ad un argomento che non conoscevamo, sia perché ci ha parlato di questo suo lavoro con il cuore in mano, facendoci apprezzare ancora di più quello che sta facendo», ci dice Anna Francesca.

Maria Chiara aggiunge: «Quello che più mi ha colpito della conferenza è stato il modo in cui Nicolò si è approcciato a noi: ha spiegato tutto con molta semplicità e ha accolto tutte le nostre opinioni senza etichettarle come giuste o sbagliate. Mi hanno colpito molto le sue parole e trovo la sua associazione molto importante per i bambini e le loro famiglie».

Il messaggio che Nicolò e la sua associazione vogliono trasmettere è semplice: evitare la disinformazione e gli stereotipi. La speranza coltivata è che queste iniziative arrivino soprattutto ai giovani, stimolandoli a fare del loro meglio per aiutare chi è più in difficoltà; anche una piccola azione, per quanto possa sembrare insignificante, può essere importante per altri.

Valentina Castioni
Michela Morandini
Elisa Tezza
Claudia Trova
Azzurra Vicentini

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