Sportivi, atleti amatoriali e dilettanti sostengono che in questo periodo hanno capito quanto lo sport sia parte della loro vita e quanto possa fare bene al corpo, e alla mente.

 

A Mantova, secondo i più recenti dati del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), sono più di 456 le società sportive che con l’ultimo DPCM hanno dovuto chiudere le loro sedi o limitare le attività dei propri iscritti. Questa chiusura ha riguardato anche palestre e impianti sportivi, sospendendo l’allenamento non solo dei 45.847 atleti ufficialmente tesserati al Coni nazionale, ma anche di un gran numero di atleti amatoriali e l’attività di persone che praticano sport autonomamente al di fuori dell’associazionismo.

Questa scelta non ha toccato però tutti gli sportivi, poiché è stata concessa la deroga a tutti i tesserati che hanno conseguito risultati di alto livello nel corso del 2019, e ai professionisti che il CONI ha ritenuto idonei di poter continuare gli allenamenti nel rispetto dei nuovi orari di apertura degli impianti e delle norme Anti-Covid.

Un elemento positivo quindi c’è rispetto alla prima ondata che ha portato al lockdown totale: ai professionisti è consentito allenarsi, ma non solo, ci sono anche altre possibilità per gli atleti che possono uscire di casa e praticare attività all’aria aperta, come ci spiega la ballerina Esther Scopelliti: «Va meglio rispetto al primo lockdown, perché almeno ora posso uscire per fare una corsa e vedo che anche altri sportivi fanno i propri esercizi all’aria aperta».

Nonostante tutto, mancano gli allenamenti, la condivisione con i compagni e le sfide poste dalle attività agonistiche, come ci spiega l’atleta Sara Vincenzoni: «Sento la mancanza di andare al campo per correre, fare ciò che amo e vedere tutte le mie compagne. Quest’anno mi ero posta l’obiettivo di migliorare la mia prestazione ma a causa del Covid non ho potuto fare molto».

Ma c’è anche chi ha dovuto privarsi del tutto della propria attività sportiva: è il caso dello sciatore Augusto Bosi: «Mi sento giù, era il mio sport preferito e non poterlo praticare mi rende abbastanza triste. Ne sento molto la mancanza. Il Covid ha rovinato i miei piani praticamente per tutto, incluso lo sport che per me era un modo per socializzare».

La difficoltà e la pesantezza della situazione non tocca solo gli atleti, ma anche tutti coloro che gravitano attorno al loro mondo, come gli allenatori, che in questo periodo si sono dedicati esclusivamente all’allenamento degli atleti di livello nazionale.

L’allenatrice Simona Parmiggiani, della società di atletica leggera “I Gonzaga 2011”, ci ha spiegato come sta vivendo questa situazione: «Non riesco a programmare in modo logico gli allenamenti perché ogni giorno ci sono dei cambiamenti. Manca quindi la serenità per organizzarsi e lavorare in modo costruttivo. Molti atleti stanno perdendo l’entusiasmo e la motivazione, ed è l’elemento più grave. Questo purtroppo si può notare anche negli atleti di livello nazionale».

Sportivi, atleti amatoriali e dilettanti sostengono che in questo periodo hanno capito e stanno capendo quanto lo sport sia parte della loro vita e quanto possa fare bene al corpo, ma anche alla mente. Doverci rinunciare, in un momento stressante come questo, rende le giornate più difficili da superare. Ma forse, da buoni sportivi, possono raccogliere questa nuova e difficile sfida.

Hansye Catherine Sogra, Jordan Mbwambo

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