Molti studenti di terza media stanno cominciando a guardarsi intorno per decidere il loro futuro percorso di studi. Ma quali sono le reazioni nei confronti dell’informazione online?

 

Il periodo pandemico che stiamo vivendo ha portato a profondi cambiamenti in molteplici realtà. Una di queste, la scuola, è stata profondamente influenzata sotto molti aspetti, oltre allo svolgimento delle lezioni. Molti studenti di terza media stanno cominciando a guardarsi intorno per decidere il loro futuro percorso di studi. Tuttavia gli istituti quest’anno non possono accoglierli come prima.

L’orientamento in entrata è stato spostato interamente in una dimensione digitale. Le scuole in presenza sono state sospese, le presentazioni vengono fatte solo via webcam. Abbiamo analizzato la gestione del problema al liceo Medi di Villafranca, per dare uno spaccato sulla gestione di questa nuova sfida.

Il primo passo compiuto per gestire questi cambiamenti è stata la registrazione di un video informativo, in cui i responsabili di tutti gli indirizzi presenti spiegano i punti di forza del loro percorso. Il filmato, di 6 minuti, ha richiesto circa quindici ore di realizzazione. Il lavoro svolto solo da docenti e alunni dimostra come, pur essendoci stati vari impedimenti, le scuole si stiano adoperando per cercare di offrire il miglior servizio.

I responsabili del progetto sono la professoressa Alessandra Adami e il professor Matteo Merlin. Quest’ultima, oltre ad aver organizzato gli incontri, ha curato la parte della pagina Facebook del liceo Medi dedicata, per ampliare la partecipazione. Secondo il professor Merlin, il fatto che tutti gli studenti delle scuole superiori stiano utilizzando la didattica a distanza da ottobre, rende loro impossibile riunirsi per creare nuovi contenuti.

Ma come hanno reagito gli studenti di terza media e le loro famiglie a questo nuovo sistema? ‘«All’inizio, pensavano tutti che saremmo tornati a scuola, e il primo incontro ha raccolto meno partecipazione del previsto – spiegano Adami e Merlin –. Fino all’anno scorso era sempre stata la prima presentazione ad attirare il maggior numero di persone. Quest’anno è stata la seconda: si sono resi conto che non saremmo tornati in presenza, e che incontrarsi online era l’unico modo per conoscere meglio la nostra realtà scolastica». Nonostante la sostituzione, resta il fatto che negli incontri online si pongono meno domande, esclusivamente via chat, e non è possibile avere lo stesso tipo di accoglienza di un incontro faccia a faccia.

La partecipazione degli studenti del liceo è stata ridotta, con la presenza del preside e dei professori, limitata ai rappresentanti dei vari indirizzi. Abbiamo chiesto a una di loro, la professoressa Lucia Girelli, se pensa che questa modalità sarà utilizzata anche dopo la fine di questa fase.

«No, no, assolutamente no. La modalità online è solo un tappabuchi. Le nostre iniziative si fanno il pomeriggio, noi ci colleghiamo da casa. Che senso ha per gli studenti vedere la casa del professore? O per noi la camera degli studenti? Molto più bello vederci nel contesto. Avere un’idea di quello che è l’atmosfera che si respira nel liceo, poter far assistere gli studenti alle lezioni, invece di una presentazione via telefono».

Alla fine, perciò, tutto il processo di digitalizzazione sarà abbandonato per la precedente (e più coinvolgente) versione in presenza? Secondo il professor Merlin la risposta è molteplice: «La presentazione online potrebbe sostituire quella in presenza per chi non può venire. Per un genitore, che per motivi di lavoro non potrebbe partecipare, sarebbe un buono strumento. Resta tuttavia fondamentale la presenza, vedere e parlare con i docenti, perché in modalità digitale l’interazione tende a diminuire».

Si può dire perciò che la sostituzione abbia funzionato. Nel rispondere a questa domanda la professoressa Maria Cristina Lestingi, vicepreside del liceo Medi, afferma di essere «molto soddisfatta, essendo andata meglio di quanto si potesse prevedere, anche per il numero di studenti iscritti». Per concludere, riportiamo l’appello che la professoressa Girelli fa agli alunni che hanno visitato il liceo: «Portate pazienza. Quello che siamo riusciti a trasmettere è ancora troppo poco rispetto a quello che saremmo riusciti a fare in presenza».

Anna Marini, Rebecca Fagone

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