INTERVISTA – Giulia Bartha, Michela Caldana, Sara Burato e Nicolò Zennaro: «La mancanza di un contatto diretto ci penalizza ma cerchiamo di sfruttare tutte le potenzialità del web».

 

Martedì 24 novembre 2020 i rappresentanti di istituto del liceo Medi di Villafranca, Giulia Bartha, Michela Caldana, Sara Burato e Nicolò Zennaro ci hanno accordato un’intervista attraverso la quale è stato messo in luce come il loro ruolo si sia dovuto ridimensionare ed adattare all’attuale periodo di didattica a distanza. Nonostante ciò, l’entusiasmo di questi ragazzi è più forte che mai e di certo non si lascia facilmente frenare dalla difficoltà di questo periodo buio.

– Come vi sentite a ricoprire la carica di rappresentanti di istituto in questo periodo di quarantena? Siete in qualche modo limitati dalle nuove restrizioni?

Zennaro. «Sicuramente in queste circostanze il nostro compito è meno gravoso rispetto a come potrebbe essere se ci dovessimo trovare a svolgerlo in presenza. Purtroppo però non è possibile pianificare o portare a termine progetti su larga scala, ma piuttosto siamo costretti a fare tutto nell’immediato, il che è alquanto debilitante».

Bartha. «Si, devo dire che siamo molto limitati, essendo stati privati di tutte le possibilità che avremmo avuto a disposizione in una situazione scolastica ideale. Il nostro lavoro appare più facilitato grazie alla minor pressione a cui siamo sottoposti non potendo assolvere a molti compiti ma, proprio per questo, risulta anche più difficile dato che non abbiamo certezze su come agire».

Caldana. «Non poter aver un contatto diretto con professori e rappresentanti di classe si è dimostrato un grande ostacolo comunicativo».

– Il liceo Medi di Villafranca ha una lunga tradizione di assemblee studentesche, avete intenzione di convocarle anche in questa precaria situazione?

Burato. «Sicuramente sarà molto più complicato organizzarle, dal momento che bisogna trovare un tema che gli studenti possano ritenere interessante e le opzioni si riducono molto a causa dell’emergenza sanitaria».

Caldana. «Ci siamo già attivati e, con la collaborazione della vicepreside, abbiamo intenzione di sfruttare gli strumenti digitali a nostra disposizione per lo svolgimento di ipotetiche assemblee a distanza, nell’eventualità che la DAD si estenda più del previsto».

– Ci sono dei progetti scolastici che avete dovuto abbandonare?

Bartha. «Purtroppo tutte le attività che non rispettano le normative Covid. Ad esempio, quest’anno sarà certamente impossibile allestire i tornei sportivi di istituto e la giornata di autogestione. Tuttavia cercheremo di organizzare qualche evento per le quinte, come momento conclusivo del loro percorso scolastico».

– Raccogliendo pareri da vari studenti, abbiamo riscontrato opinioni per lo più negative riguardo la suddivisione oraria della DAD. Voi concordate? Se si come intendete agire?

Caldana. «Tutti concordiamo, ovviamente chi più e chi meno, sul fatto che qualcosa debba cambiare. Abbiamo intenzione di chiedere al preside un’estensione del tempo riservato alla ricreazione e al cambio dell’ora, per permettere a tutti di poter mangiare qualcosa e riposare gli occhi».

– Ritenete che la scuola dia sufficiente importanza al vostro organo?

Burato. «Certamente! Il preside e le vicepresidi ci interpellano continuamente durante le scelte decisionali e tengono molto alla nostra opinione, essendo noi portavoce degli studenti».

Caldana. «Un esempio pratico è proprio la possibilità di partecipare alla giunta esecutiva, nella quale si discute di questioni organizzative, come l’inizio delle vacanze natalizie, in cui non abbiamo effettiva voce in capitolo. Nonostante questo ci viene data sempre l’opportunità di esprimere la nostra opinione».

Bartha. «Infine sebbene ci troviamo in DAD, la vicepreside ci concede la massima fiducia in tutto e per tutto, anche se manca un contatto diretto continuo.

Maddalena Marani, Maddalena Rosin

 

 

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