Socialità ridotta, dolori alla schiena e agli occhi, eccessivo carico di lavoro. Ma anche una maggiore padronanza del PC e la possibilità di dormire un po’ di più la mattina.

 

Fino allo scorso marzo la Didattica a distanza (Dad) era considerata una parola aliena. Dopo circa nove mesi anche al Liceo Medi di Villafranca questo modo di fare scuola ha avuto un grande impatto sulla vita di studenti e professori. All’inizio si sono dovuti affrontare vari problemi relativi alla connessione, ai dispositivi elettronici e agli orari delle lezioni ma le varie classi sono riuscite a stare al passo con il programma e a terminare l’anno scolastico.

Uno dei problemi emersi, soprattutto all’inizio, è la mancanza di precisi criteri con cui gestire la Dad, perché ogni docente ha gestito lezioni e interrogazioni con regole proprie. Lisa Parolini (4H), afferma: «In Dad non mi sono trovata male. Unica pecca: non ero d’accordo che i professori facessero lezione e interrogassero anche il pomeriggio. Poi le cose sono migliorate, con incontri pianificati e organizzati per tempo e con criteri comuni alle varie discipline. È vero però che, dopo la novità, la Didattica a distanza sta mostrando i suoi limiti, e infatti gli studenti cominciano ad avere nostalgia delle lezioni in presenza».

«Mancano i momenti divertenti di distensione, come quando il professore faceva una battuta e ci si perdeva mezzora tra commenti e risate. In Dad – spiega un gruppo di ragazzi che frequenta l’ultimo anno del Medi – l’insegnante assomiglia più ad una macchina che parla, parla… e questo non è vera scuola. Troppe ore davanti ad uno schermo comportano stanchezza, problemi alla vista e anche tristezza».

Gli studenti che abbiamo intervistato lamentano un livello di socialità pari a zero, dolori agli occhi e alla schiena per le troppe ore passate seduti davanti allo schermo del PC e un eccessivo carico di lavoro assegnato dai professori. «Troppo da studiare, troppe verifiche e interrogazioni perché i docenti non si fidano» spiega Gaia Masini (4H).

Alcuni studenti vedono nella Dad alcuni aspetti positivi: «Siamo più bravi nell’utilizzare il PC – dichiara Gabriele Zandegiacomo (4H) –. Non solo, ci possiamo anche alzare più tardi, non dovendo recarci a scuola. Possiamo indossare un abbigliamento più comodo, tipo tuta sportiva e persino… il pigiama». «Con la Dad il tempo da dedicare allo studio può essere organizzato meglio» precisa Paolo Rossi (3CL)

Dalle nostre interviste risulta comunque chiaro che i favorevoli alla Dad sono in minoranza rispetto ai contrari ed è diffusa in tutti la speranza di poter tornare al più presto a fare lezione in classe.

Hansye Catherine Sogra

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