Con questo evento, gli studenti del liceo Classico spiegano ad adulti e bambini l’importanza della cultura classica tramite laboratori e spettacoli

Anche quest’anno, nella nostra scuola si è tenuta la Notte Nazionale del Liceo Classico, ormai giunta alla VI edizione. Si è svolta il 17 gennaio dalle 17:30 alle 23:00 ed era aperta a tutta la cittadinanza, anche se i destinatari principali di questo evento erano i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado, possibili futuri alunni del Classico. La serata è stata ricca di attività, dagli spettacoli in aula magna a diversi laboratori allestiti nelle aule della scuola: sono stati trattati temi molto importanti, come la violenza sulle donne, e alcune rappresentazioni sono state recitate in inglese dagli studenti dell’indirizzo Cambridge International; certamente non è mancata la musica, poiché vi sono stati anche spettacoli canori di vario genere; infine, oltre ai tradizionali laboratori a tema classicità, sono stati organizzati anche dei laboratori di argomento scientifico, proprio per abbattere lo stereotipo che al Classico si studino solo le “lingue morte”.

Per sapere cosa ne pensano di questo evento coloro che lo hanno organizzato, abbiamo intervistato un alunno di 1M, Alessandro Pavanello:

– Più nel dettaglio, come si è svolta la serata?

«Alle 17:30 è iniziata la “Notte” e noi alunni eravamo divisi nei vari laboratori, pronto ad accogliere i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado. Successivamente, più o meno alle 19:30, è stato allestito un buffet per il pubblico. Finita la “cena”, sono iniziati gli spettacoli in aula magna, che sono durati fino alle 23:00. Le esibizioni sono state varie: dal monologo di Amleto in inglese, a quello di Cleopatra, allo spettacolo a tema Romeo e Giulietta, e così via. Sono state rappresentazioni abbastanza brevi e, tra una e l’altra, c’erano dei ragazzi che suonavano e cantavano. Non sono mancate le risate, poiché delle ragazze hanno fatto un’imitazione di Barbara D’Urso e di Maurizio Costanzo, anche per sdrammatizzare un po’ l’atmosfera della serata. Alla fine della “Notte”, vi sono stati i ringraziamenti da parte del preside e di noi ragazzi».

– Parlaci meglio dei laboratori, quali erano gli argomenti?

«Io operavo nel laboratorio di greco e, inizialmente, abbiamo parlato della cultura greca in generale. Gli studenti di seconda, poi, hanno spiegato ai ragazzi e alle famiglie la storia delle olimpiadi, mentre noi di prima abbiamo trattato il teatro greco, i suoi attori, gli spettacoli, la musica. Inoltre, ogni studente rappresentava un dio e naturalmente, per immedesimarci nel personaggio, eravamo anche  in costume. Il laboratorio di latino, invece, ha trattato delle usanze domestiche, del benessere e della bellezza ai tempi della civiltà romana».

– Che ruolo hanno avuto i professori nell’organizzazione e durante la serata? Sono intervenuti?

«I professori hanno avuto un ruolo importantissimo nell’organizzazione e nella preparazione degli spettacoli: per esempio, i professori e le professoresse di inglese hanno curato la pronuncia degli alunni che si sarebbero esibiti in inglese. Durante la “Notte” non sono intervenuti molto, se non per controllare come procedeva la serata, mentre eravamo nei laboratori».

– Siete riusciti ad avere un pubblico abbastanza numeroso? Qual è stato il momento più interessante della serata, secondo te?

«Sì, decisamente numeroso: durante gli spettacoli, c’era l’aula magna praticamente piena. Invece, quando eravamo nei laboratori, c’era meno gente, ma già quello era un buon traguardo per noi».

– È importante organizzare la “Notte del Classico”? Hai dei consigli su come migliorarla?

«Ovvio che sì! Questo evento dà la possibilità a noi studenti di metterci in gioco e di mostrare le nostre capacità. Inoltre, apprezzo molto il fatto che non ci siano state esibizioni legate non solo a greco e a latino, appunto per abbattere alcuni stereotipi del nostro liceo. Oltre a noi ragazzi, credo che la “Notte” serva a diffondere e a far conoscere il nostro indirizzo anche ai più piccoli. Sinceramente, non ho nulla da dire riguardo all’evento di per sé, era tutto perfetto: da quel che ho visto, i bambini si sono divertiti e gli adulti hanno apprezzato gli spettacoli!».

Anna Amy Mazzola

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