Incontro con don Ciotti

L’incontro della classe 4HL del liceo Medi di Villafranca con don Luigi Ciotti, fondatore di Gruppo Abele, associazione di volontariato sociale, e di Libera, in prima linea nella lotta alle mafie.

Il 28 febbraio è una mattina soleggiata a Torino, quando don Luigi Ciotti entra in una stanza dell’Oasi di Cavoretto, in un clima di allegria e lieve imbarazzo, per incontrare gli studenti della classe 4HL del liceo Medi di Villafranca e le professoresse Marina Tessari e Simonetta Fortuna, che da anni sono coinvolti in un progetto di collaborazione con il Gruppo Abele, fondato dallo stesso don Ciotti, che aiuta i ragazzi a conoscere il mondo del volontariato sociale. Io vagabondo dei Nomadi risuona tra le mura e sulle labbra dei presenti, mentre l’ospite legge attentamente il testo della canzone.

A dispetto della fama che aleggia attorno alla sua persona, don Ciotti è un uomo estremamente umile e intrattiene con la classe un interessante discorso che spazia tra più argomenti. «Scusi, vuole che vada a prenderle un caffè?» don Ciotti ci racconta che è con questa semplice frase che inizia la sua storia, quando era ancora uno studente diciassettenne, timido ma testardo, che cercava di instaurare un rapporto con un uomo senzatetto che vedeva ogni mattino, andando a scuola.

Incontro con don Ciotti
Incontro con don Ciotti

«Il futuro ci chiede di andargli incontro, non di aspettarlo stando fermi.», don Ciotti ci incoraggia a prendere in mano la nostra vita, a credere in noi stessi per correre incontro al futuro ed affrontarlo, anziché attenderlo stando arroccati nelle nostre ansie ed insicurezze. Per prendere in mano il futuro, ci ricorda di quanto le fragilità siano importanti: esse sono umane e prenderne coscienza ci rende più forti, in quanto ci permette di comprendere la nostra natura.

Le sue parole sono di incoraggiamento: lui, assieme a molti altri adulti, crede nella nostra generazione. Al contrario del trend comune, che ci vede sempre attaccati alla tecnologia ed incapaci di reagire agli stimoli, don Ciotti ha fiducia nelle nostre menti, nelle nostre possibilità. Ci ricorda come oggi non sia rilevante l’“io”, ma il “noi”: continuità, condivisione, corresponsabilità. L’unione fa la forza, e nel caso di quest’uomo, l’aggregarsi di persone accomunate dallo stesso intento ha dato vita a progetti meravigliosi. Così anche noi siamo invitati a non essere isole, ma ad accogliere le nostre fragilità, a conoscerci e conoscere gli altri, unendoci per grandi scopi comuni.

Incontro con don Ciotti
Incontro con don Ciotti

Si parla poi delle mafie, un tema attuale ed importante: viene raccontata la fondazione di Libera, e sottolineato come oggi le organizzazioni criminali agiscano sotto gli occhi di tutti. È importante prendere coscienza e posizione contro la criminalità organizzata, che sopravvive grazie all’omertà dei molti, e che non riguarda solo i territori del Meridione, ma l’intero Paese.

L’argomento mafia offre un collegamento con il problema dei traffici di esseri umani, la nuova schiavitù, e con le situazioni che stanno scuotendo l’Italia, legate a nuove forme di razzismo e chiusura mentale.

Incontro con don Ciotti
Incontro con don Ciotti

Sta a noi giovani, oggi, con l’incoraggiamento di persone che come don Ciotti ci danno fiducia, cambiare le situazioni e dare una svolta alle tendenze di chiusura che stanno causando un forte regresso sociale. Prendiamo in mano il nostro futuro e rendiamolo migliore. «Se l’obiettivo è sano, non si deve mollare.»

Chiara Marchesini (4H)
Liceo E. Medi, Villafranca (VR)

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