Forum dress-code Liceo Medi

Un forum a proposito della questione dress-code nell’ambiente scolastico, che ha coinvolto insegnanti, studenti e genitori.

L’articolo riguardante l’abbigliamento scolastico scritto da una studentessa di 2D del Liceo Medi di Villafranca, Chiara Cordioli, ha spinto la redazione del Medi@vox ad approfondire la questione realizzando un forum che si è svolto a scuola giovedì 24 gennaio. Hanno partecipato i genitori Maria Rosa Ceriani e Roberta Cavallini, gli insegnanti Marino Rama e Ilaria Marconcini e gli studenti Massimo Costanzo e Chiara Cordioli.

– Imporre un dress-code a scuola limita la libertà delle studentesse e degli studenti?

Maria Rosa Ceriani. «Ritengo che l’introduzione di un dress-code a scuola non limiterebbe la libertà degli alunni, poiché si tratterebbe solo di consigli e non di regole pesanti».
Roberta Cavallini. «Spesso è presente un dress-code implicito e quindi non scritto, che comunque non limita la libertà delle studentesse e degli studenti».
Marino Rama. «Penso che sia meglio non avere regole fisse che limitino la libertà degli studenti, che devono avere invece la possibilità di esprimersi».
Ilaria Marconcini. «L’abbigliamento è la percezione che gli altri hanno di noi. Credo che un dress-code non limiti la libertà, ma aiuti ad identificare un determinato gruppo. Nonostante ciò, non andrebbe inserito».
Chiara Cordioli. «L’introduzione di un dress-code a scuola sarebbe inutile e forse dannoso, poiché limiterebbe a studenti e studentesse la libertà di esprimersi».
Massimo Costanzo. «Parlando da studente, credo che delle regole sull’abbigliamento scolastico sarebbero una grande limitazione».

– Il dress-code potrebbe alimentare il pregiudizio che il valore di una persona sia collegato all’aspetto esteriore?

Maria Rosa Ceriani. «Il dress-code non alimenta il pregiudizio, ma incrementa un senso di appartenenza. Comunque, anche con delle regole scritte, il valore delle persone emerge».
Roberta Cavallini. «Secondo me no, ma in ogni caso la prima idea che ci si fa di una persona è guardandola».
Marino Rama. «Un dress-code non rimuove il pregiudizio e, dato che le differenze personali si manifesterebbero comunque, è meglio permettere agli alunni di esprimersi liberamente».
Ilaria Marconcini. «Può succedere, ma a volte il dress-code, al contrario, aiuta a “disattivare” il pregiudizio, creando un senso di appartenenza e uniformità».
Chiara Cordioli. «Può succedere, in quanto potrebbe veicolare un’idea sbagliata. In ogni caso, il dress-code educa al buon gusto».
Massimo Costanzo. «No, poiché, essendo una regola imposta a tutti gli studenti, tra questi vi sarebbe solidarietà».

Forum dress-code Liceo Medi
Forum dress-code Liceo Medi

– Trovate che la percentuale di studenti che non si vestono in modo idoneo al Liceo Medi sia rilevante?

Maria Rosa Ceriani. «Nei momenti in cui sono a scuola non ho mai notato abbigliamenti non idonei. Gli stili presenti sono molto diversi, ma tutti entro i limiti».
Roberta Cavallini. «Non ho mai notato, quando trascorro del tempo a scuola, persone vestite in modo non idoneo».
Marino Rama. «Mediamente no, i vari abbigliamenti seguono le mode ma sono praticamente sempre “nella norma”. Il problema si verifica maggiormente quando inizia il caldo».
Ilaria Marconcini. «Ho visto spesso espressioni originali, ma comunque sempre idonee. In estate, però, a volte accade».
Chiara Cordioli. «Innanzitutto si dovrebbero definire i concetti di “idoneo” e “non idoneo”, ma a mio parere la percentuale non è assolutamente rilevante».
Massimo Costanzo. «A mio parere no, ma bisogna considerare a chi è posta la domanda, perché esistono moltissimi punti di vista differenti».

– Sarebbe opportuno che venissero inserite delle regole scritte sull’abbigliamento a scuola?

Maria Rosa Ceriani. «Trovo che non vi sarebbero vantaggi per la scuola e gli studenti, e che vada sempre rispettato il decoro».
Roberta Cavallini. «No, poiché significherebbe attribuire poca intelligenza agli studenti. L’importante è indossare vestiti idonei al luogo in cui ci si trova».
Marino Rama. «Non sarebbe una buona idea, ma un inutile eccesso di regole. Nonostante a volte l’abbigliamento abbia significati religiosi, l’importante è il buonsenso».
Ilaria Marconcini. «A mio parere potrebbe rivelarsi pericoloso, dato che rappresenterebbe un limite alla libertà. Inoltre, la moda ed i vestiti cambiano continuamente».
Chiara Cordioli. «No, perché la moda cambia leggermente ogni giorno, e le regole andrebbero modificate continuamente».
Massimo Costanzo. «Ritengo che non sia una buona idea, e credo che la cosa fondamentale sia rispettare il decoro».

Forum dress-code Liceo Medi
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– Ci sono differenze tra studentesse e studenti riguardo il rispetto del decoro?

Maria Rosa Ceriani. «Ho notato sempre una certa armonia in ragazzi e ragazze, anche se queste ultime mi sembrano più originali».
Roberta Cavallini. «Il rispetto del decoro è lo stesso, anche se vi sono modi diversi tra maschi e femmine di farlo».
Marino Rama. «Non mi sembra, ma in ogni caso le donne sono più attente, gli uomini maggiormente superficiali».
Ilaria Marconcini. «Non vi sono differenze in questo tra alunni ed alunne: il rispetto del decoro è lo stesso, soprattutto al Medi».
Chiara Cordioli. «Spesso lo stesso capo di abbigliamento viene considerato in modo diverso in base a chi lo sta indossando, e ciò a mio parere non è corretto».
Massimo Costanzo. «Ci sono molte differenze nell’abbigliamento tra maschi e femmine, ma comunque non c’è discriminazione».

– Quali dovrebbero essere le misure adottate per chi non si veste in modo idoneo?

Maria Rosa Ceriani. «Il modo migliore per evitare problemi è ricordare spesso di fare attenzione a come ci si veste».
Roberta Cavallini. «Trovo che la misura più adatta sia un richiamo, invitando gli studenti a ricordare il luogo in cui si trovano».
Marino Rama. «A mio parere in caso di abbigliamento non idoneo dovrebbe esserci un semplice e blando richiamo verbale».
Ilaria Marconcini. «Il provvedimento giusto è un semplice richiamo verbale invitando a ricordare il buon gusto».
Chiara Cordioli. «Non essendo presenti delle regole scritte, sicuramente non può esserci una punizione se non un richiamo verbale».
Massimo Costanzo. «Sicuramente non dovrebbe esserci una punizione, perché l’abbigliamento è un modo di essere. Lo strumento migliore è il dialogo».

Forum dress-code Liceo Medi
Forum dress-code Liceo Medi

– All’estero viene spesso imposta la divisa anche agli studenti delle scuole superiori. Andrebbe introdotta la divisa anche nei licei italiani?

Maria Rosa Ceriani. «Trovo che sarebbe negativo o addirittura pericoloso, e che si dovrebbe semplicemente basarsi sul buonsenso».
Roberta Cavallini. «Nonostante il colpo d’occhio dato dalle divise sia molto bello, penso che non sarebbe una buona idea introdurle».
Marino Rama. «Non serve: al Medi, ad esempio, vi è un grande senso di appartenenza costruito grazie alle relazioni positive ed alle esperienze. Non c’è bisogno della divisa».
Ilaria Marconcini. «La divisa darebbe un senso di appartenenza, ma eliminerebbe l’individualità. Non è qualcosa che ci appartiene».
Chiara Cordioli. «Introdurre la divisa non sarebbe giusto: gli studenti non avrebbero più la possibilità di esprimersi».
Massimo Costanzo. «Nei film è molto affascinante vedere gli studenti in divisa, ma in Italia non sortirebbe lo stesso effetto. Tra l’altro, al Medi ci sono già le felpe d’istituto».

Chiara Montresor (4E),
Liceo E. Medi, Villafranca (VR)

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