Una barca nel bosco, Paola Mastrocola

Il libro narra la storia di Gaspare, un ragazzino trasferitosi da un’isola del Sud Italia a Torino, che non riesce a farsi accettare dai propri compagni e dagli insegnanti.

Coinvolgente, forte, malinconico e affascinante, ecco a voi in poche parole Una barca nel bosco di Paola Mastrocola. È un libro da divorare in un sol boccone, leggere a spezzoni o gustare pian piano, pagina dopo pagina. L’autrice scrive in un modo molto particolare, per far immedesimare ancor più il lettore nel protagonista, nel suo modo di fare e nelle sue decisioni.

Paola Mastrocola, con le sue parole, ci accompagna in una storia semplice, ma complessa al tempo stesso, lungo le pagine di un libro in grado di lasciare qualcosa in chi lo legge. Il protagonista è Gaspare, che si è appena trasferito a Torino per frequentare il Liceo. È sveglio, obbediente, simpatico e sincero, ma questo non sembra bastare ai suoi compagni di classe. Venendo da una piccola isola del Sud Italia, Gaspare non ha la minima idea delle mode, delle abitudini o del gergo dei coetanei torinesi. Non riesce proprio a farsi degli amici, e finisce per trovarsi in un ambiente in cui si sente completamente estraneo ed escluso da tutti. Il ragazzo è molto autocritico, e ciò questo lo porta a un desiderio sempre maggiore di diventare uguale agli altri, comportandosi in modo diverso. Di certo, nella prima fase di ambientamento, gli insegnanti sono tutt’altro che comprensivi e presenti con Gaspare, anzi, gli impediscono, poiché lui è molto avanti nel programma rispetto ai compagni, di migliorare le sue capacità. Leggendo, ho pensato a quanto questa situazione non sia lontana dalla vita di tutti i giorni, a quanti ragazzi siano esclusi o costretti a cambiare il proprio modo di essere per farsi accettare.

All’inizio il libro sembra concentrarsi su un solo tema, ma in realtà tratta diversi argomenti. Indirettamente parla dell’organizzazione e mentalità delle scuole moderne, criticando duramente gli insegnanti per la loro incapacità di “sfidare” a dare il massimo o comunque a far lavorare gli studenti. Nell’ultima parte il libro sembra quasi sfumare, trasformarsi in qualcosa di magico e surreale causato da una serie di decisioni da parte del protagonista. Prende un tratto malinconico, di triste e dolce rassegnazione, sviluppandosi in un modo inaspettato.

Una barca nel bosco mi ha strappato dalla mia poltrona, mi ha fatto commuovere, sperare e sognare, solo con l’inestimabile potere delle parole. Inizialmente mi è sembrata una lettura molto pessimista, senza svolte positive o cambiamenti nel protagonista, ma forse il bello è proprio lì: Paola Mastrocola mi ha fatto capire che la vita non è tutta rose e fiori, bisogna rimboccarsi le maniche e lottare per ciò in cui si crede. Non nego che ci sono stati momenti in cui mi sono trovata ad odiare il protagonista o a desiderare che avesse fatto scelte diverse, ma solo adesso mi rendo conto che era proprio quello l’intento dell’autrice: farmi sviluppare un pensiero critico, un mio personale punto di vista sulle cose giuste o sbagliate. Pensandoci meglio, ce ne sono a centinaia di “Gaspare” nel mondo, centinaia di persone che come lui hanno le gambe lunghe per camminare, ma hanno paura di allontanarsi troppo; persone che hanno grandissimo potenziale e capacità ma forse non vogliono mettersi in gioco in tutto e per tutto, rischiare un po’ di più per riuscire a realizzare i propri sogni.

In conclusione, consiglierei Una barca nel bosco a tutte le persone che non hanno ancora trovato se stesse. Vi sarà utile per evitare di allontanarvi dalla lunga strada della vita, per fare delle scelte consapevoli e per imparare a non dare importanza a cosa dicono o potrebbero pensare di voi, per andare avanti a testa alta e con il sorriso stampato in volto, perché ognuno di noi è unico e ognuno di noi è meraviglioso nella sua unicità.

Anna Mutinelli,
Liceo E. Medi, Villafranca (VR)

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