Il fenomeno degli smartphone è in crescita soprattutto fra i giovani. Questi dispositivi spesso si rivelano utili e dei veri e propri salvavita, ma per evitare che il loro utilizzo sfoci in una vera e propria dipendenza, bisogna promuoverne un utilizzo consapevole.

Gli smartphone stanno prendendo sempre di più il sopravvento sulle nostre vite. Se un giorno uscissimo per errore di casa senza il nostro cellulare probabilmente ci sentiremmo persi. Le statistiche in merito spesso sono allarmanti qui ne presentiamo alcune: veniamo interrotti da una notifica ogni 180 secondi e queste distrazioni consumano il 28% della nostra giornata, come si legge nel libro “Digital Detox” di Alessio Carciofi, da cui in questo sito vengono estrapolati alcuni dati.  Secondo il rapporto Coop 2016, il 70% degli italiani la mattina controlla lo smartphone prima di fare qualsiasi altra cosa, mentre il 63% di questi lo utilizza prima di andare a dormire. Uno studio Microsoft ha rilevato che un individuo dai 18 ai 44 anni impiega 24 minuti per ritornare a svolgere quello che stava facendo prima di venire interrotto da notifiche o messaggi. L’81% degli utenti interrompe conversazioni o pasti per controllare il dispositivo. Tre persone su cinque nel tempo libero passano più tempo con il loro smartphone che con i loro amici o con il loro coniuge. Nove  persone su dieci soffrono della sindrome della vibrazione fantasma, come spiega l’Ansa

Il fenomeno degli smartphone è in crescita soprattutto fra i giovani. Questi dispositivi spesso si rivelano utili e dei veri e propri salvavita, ma per evitare che il loro utilizzo sfoci in una vera e propria dipendenza, bisogna promuoverne un utilizzo consapevole. Alcuni studi rivelano che si sta diffondendo, soprattutto fra gli adolescenti, la così detta “nomofobia”, ovvero “no mobile fobia” che consiste nella paura di non essere connessi tramite il cellulare: lo scopo principale dei ragazzi che possiedono uno smartphone è infatti quella di utilizzare i social network per condividere la propria vita. In alcuni casi la continua condivisione di foto o video personali può rivelarsi dannosa, fino a sfociare in episodi di cyberbullismo, di cui, come dimostra uno studio ISTAT del 2014, il 50% degli adolescenti è stato vittima.

Quali sono le possibili soluzioni per rendere gli smartphone degli strumenti più utili e meno dannosi? Un’idea è quella di fornire più informazione in merito nelle scuole superiori di primo e secondo grado. Inoltre importante è anche il controllo da parte delle famiglie, che hanno il compito di assicurarsi un corretto utilizzo di questi dispositivi. Per quanto riguarda il Liceo Medi di Villafranca, nel corso dell’ anno scolastico 2017/2018 sono state organizzate diverse conferenze sul cyberbullismo, rivelatesi molto utili ai ragazzi per capire cosa ci sia veramente dietro i social network. Inoltre, la classe 1° I ha svolto, durante tutto l’anno scolastico, un progetto chiamato “mobile free”, suggerito dalla coordinatrice di classe, grazie al quale i ragazzi aderenti all’iniziativa erano tenuti a depositare il cellulare nel cassetto della cattedra per le cinque ore di lezione. I ragazzi della classe alla fine dell’anno scolastico si sono confrontati sui benefici di questo progetto, invitando tutti ad aderirvi per il prossimo anno.

Michela Caldana
Liceo E. Medi, Villafranca (VR)

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