I due terzi dei ragazzi non legge tutti i giorni, mentre il 30% ha dichiarato di leggere soltanto durante le vacanze estive o invernali. Il 45% ha letto da uno a cinque libri negli ultimi dodici mesi. Molti (62%) preferiscono la carta all’ebook.

 

“Quanto tempo dedichi alla lettura?”, “Preferisci ebook o libri cartacei?”, “Quanti libri hai letto nell’ultimo anno?”. Queste sono alcune delle domande presenti nel sondaggio “Il tuo rapporto con la lettura”, a cui 414 alunni del triennio del Liceo “Enrico Medi” di Villafranca di Verona hanno risposto. Si tratta di un sondaggio per valutare le abitudini di lettura dei ragazzi del Liceo tra i 16 e i 19 anni.

I risultati confermano alcune tendenze più generali del mondo adolescenziale. Si vede infatti al primo posto tra i libri preferiti la saga di Joanne Rowling, Harry Potter. A seguire gli inglesi Il ritratto di Dorian Grey di Oscar Wilde e Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Nella Top 10 solo due gli italiani: L’arminuta di Donatella Di Pietrantonio e Lo scudo di Talos di Valerio Massimo Manfredi.

I ragazzi sembrano infatti prediligere gli autori stranieri: ben il 70% lo ha ammesso. In particolare, a conferma anche delle prime posizioni della classifica sopra citata, sono molto amate la letteratura inglese (49%) e quella americana (40%). Non tutti però leggono in lingua originale i libri stranieri, attività molto utile sia per imparare, ma anche per avere a che fare con lo stile autentico dello scrittore. L’86% si divide infatti tra chi legge raramente e chi mai i libri in lingua. Ciò conferma un amore difficile tra le lingue straniere e gli alunni del Medi. Questo rapporto conflittuale lo si vede anche con la lettura in generale. Infatti, le domande riguardanti i tempi e la quantità di libri letti hanno dato risultati preoccupanti. I due terzi dei ragazzi infatti non legge tutti i giorni, mentre il 30% ha dichiarato di leggere soltanto durante le vacanze estive o invernali. E questo suggerisce che vengano letti solamente i libri assegnati dagli insegnanti, che si aggirano quindi tra i tre e i quattro l’anno, in media. E infatti il 45% dei ragazzi ha letto da uno a cinque libri negli ultimi dodici mesi.

Da essi emerge che la lettura non è una delle attività preferite dei ragazzi, per quelli perlomeno che amano di più le materie scientifiche. E questo diverso interesse potrebbe essere una motivazione di tali risultati, ma sta di fatto che il quadro non è per niente positivo. Infatti, con un’attività di lettura così scarsa, viene a mancare un allenamento fondamentale per quanto riguarda la capacità espressiva e la conoscenza della lingua, quella italiana in primis. Queste sono abilità che in un indirizzo scientifico vengono spesso sottovalutate e ritenute meno importanti, rispetto a quanto lo sono per gli indirizzi più umanistici e linguistici. Si rischia quindi di perdere la padronanza di un linguaggio grammaticalmente corretto e lessicalmente ricco, condizioni fondamentali e necessarie per chi frequenta un liceo, ma non solo. La lettura permette di imparare sempre più nuovi vocaboli e di mantenere attiva l’abilità del “parlar bene”. Chi legge poco o niente va mano a mano perdendo queste capacità e si ritrova alla fine con grosse difficoltà nel comporre frasi e formulare pensieri. Molti preferiscono dedicare il poco tempo libero ad altro e perciò non tengono in considerazione la lettura.

Nonostante si pensi che i ragazzi dello scientifico siano più tecnologici, il sondaggio questa volta rivela altro. La tecnologia infatti fatica ad affermarsi e molti (62%) preferiscono la carta all’ebook, segno che il tenere in mano il libro è tutta un’altra storia. E tra quelli che hanno provato entrambi, il 76% rimane fedele al libro cartaceo. Ciò conferma che, nonostante la comodità degli ebook, avere in mano le pagine di un libro dà emozioni forse più vere e ci fa sentire maggiormente vicini alla storia, permettendoci di immergervisi meglio.

Per quanto riguarda i modi di procurarsi i libri, i risultati suggeriscono che molti ambiscono ad avere una libreria ricca e completa. Infatti, l’acquisto prevale sul prestito: il 42% li compra presso le librerie e il 22% online, mentre il 30% utilizza il prestito bibliotecario. Tra questi ultimi, però, non c’è chi usufruisce della biblioteca della scuola, tenuta in considerazione da pochissimi. Proprio il Liceo Medi, invece, per incentivare i ragazzi a leggere, sta sperimentando da qualche mese il bookcrossing, che consiste nel mettere a disposizione di tutti dei libri, che chiunque può portare a casa e anche tenere; a sua volta può metterne a disposizione di suoi, quelli che magari non legge più. Dal sondaggio risulta, però, che questa pratica è ancora poco conosciuta: solamente il 30% sapeva cosa fosse.

Un risultato interessante è che la metà dei ragazzi che hanno risposto al questionario approfondisce argomenti o temi trattati a scuola con la lettura di saggi o opere integrali. Questo dimostra un certo interesse da parte degli studenti per ciò che viene affrontato in classe. Significa anche che la scuola a questa età non viene vista e sentita come un ostacolo, ma come una fonte da cui attingere per sviluppare i propri interessi. Si tratta di una visione certamente più matura rispetto a quella dei compagni del biennio, perché rivela una presa di coscienza più consapevole da parte di ragazzi del triennio, che si preparano ad entrare nel mondo degli adulti.

In conclusione, il questionario ha dato risultati da un lato preoccupanti, dall’altro ha rivelato alcuni aspetti più interessanti e spesso sorprendenti. È emerso che i ragazzi al giorno d’oggi non hanno proprio un buon rapporto con la lettura. Ciò potrebbe essere dovuto a semplice mancanza di tempo, che negli ultimi anni del liceo è qualcosa di veramente prezioso. Il carico di lavoro è alto e molti non riescono a soddisfare tutte le proprie passioni. Oltre a questa motivazione, che non presuppone necessariamente un disprezzo per la lettura, potrebbero essere anche i diversi interessi ad allontanare i giovani dai libri. Molti non amano leggere e preferiscono impiegare il proprio tempo in altro modo. Anche la grande varietà di “possibili svaghi” che i ragazzi hanno a disposizione li allontana dalla lettura. Se non esistessero videogiochi, smartphone e tutte le nuove tecnologie, certamente un numero maggiore di ragazzi si dedicherebbe di più ai romanzi.

Simone Grandinetti
Liceo E. Medi, Villafranca (VR)

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