I Carabinieri rassicurano i veronesi: il tasso di criminalità sta progressivamente diminuendo, tuttavia i cittadini rimangono in allerta.

Sul tema della sicurezza, abbiamo inviato alcune domande via e-mail al Comando dei Carabinieri di Verona, che così ci hanno risposto.

Rispetto agli anni passati, oggi, la criminalità nel territorio veronese è aumentata o diminuita?

«La criminalità nel territorio veronese nel corso degli ultimi anni è sempre più diminuita. Nonostante i dati statistici indichino un calo generalizzato dei reati, nelle persone è forte il senso di insicurezza, che talvolta deriva da percezioni alterate della realtà che ci circonda, la cui causa principale è un certo tipo di “informazione” e l’uso distorto della stessa per finalità diverse da quelle naturali».

Ci sono zone di Verona in cui la criminalità è più evidente?

«Verona è una città medio-grande e, come tutte le città contemporanee, l’anonimità, legata anche all’indebolimento del controllo sociale, garantisce buone possibilità di successo alle attività criminali. Il controllo sociale che derivava dal senso di appartenenza ad un determinato territorio è venuto meno con il passare degli anni. In passato, in un paese, tutti si conoscevano e tutti in qualche modo si controllavano. I reati sono evidenti nei luoghi di maggior degrado. Più un quartiere è degradato più è evidente la violazione di norme».

Qual è il peso della componente straniera tra gli autori dei crimini?

«La criminalità organizzata e diffusa (o più comunemente microcriminalità) esiste da sempre nel mondo ed in Italia. La maggiore e/o minore incidenza degli stranieri nella commissione dei reati è legata strettamente all’interpretazione distorta dei dati in possesso all’informazione. In realtà la criminalità può essere divisa in predatoria, dei colletti bianchi, organizzata e altre forme diversamente denominate. Ciò che desta maggiore allarme sociale è il crimine diffuso, che sostanzialmente è il crimine che più direttamente colpisce le persone nella quotidianità. Tendenzialmente il crimine diffuso è quello commesso dagli strati sociali più bassi della società, che sino ad alcuni anni fa erano occupati dagli italiani ma che oggi a causa della globalizzazione da persone provenienti da altri paesi».

Quali sono le forme di criminalità più diffuse?

«I mass media tendenzialmente parlano dei reati commessi dai “colletti bianchi”, vale a dire reati commessi da appartenenti alla pubblica amministrazione, da politici ecc. ma in realtà i reati più diffusi in Italia sono quelli di natura predatoria (furti, scippi, rapine, furti in appartamento ecc.) Maggiore è il benessere di una collettività maggiore è l’incidenza dei reati predatori».

Ci sono periodi dell’anno o fasce orarie del giorno in cui si concentra il fenomeno della criminalità?

«La criminalità è sempre presente in ogni ora del giorno ed ogni giorno dell’anno. I reati di natura predatoria che sono quelli che più destano allarme sociale, hanno dei picchi statistici in determinati periodi dell’anno. In prossimità delle vacanze estive con l’esodo di milioni di persone, in prossimità delle festività natalizie, con l’arrivo dell’autunno ed il conseguente ritorno all’ora solare. Mentre la fascia oraria prediletta dai ladri è quella che va dalle ore 16.00 alle ore 19.00 dei giorni feriali».

Chi sono le categorie di cittadini più a rischio di essere vittime della criminalità?

«Indubbiamente i più esposti alla criminalità predatoria sono gli anziani e comunque tutte le persone che vivono da sole. Anche i giovani sono esposti, ma ad altre forme di criminalità».

Quali sono le reazioni più frequenti delle vittime?

«La reazione più frequente è lo scoramento per l’evento subito, ma sono frequenti la rabbia e la frustrazione per la sensazione di impunità di cui godono i malfattori. Oggi vi è un nuovo tipo di risposta, una sorta di giustizia fai- da- te, la cosiddetta legittima difesa non intesa come estrema ratio ma quasi come forma di risposta immediata e tangibile al torto subito. Ecco, questa è una reazione che non ci piace».

Come possono i cittadini difendersi dalla criminalità?

«Non vi è una formula giusta per difendersi dalla criminalità. La prima cosa da fare è vivere la vita senza paura ed in maniera consapevole. Sapersi difendere non è un disvalore, ma un valore aggiunto alla nostra vita. Quindi proteggere casa con un buon antifurto è buona cosa, instaurare rapporti solidi con i vicini per ritornare a quel controllo sociale che in passato era vituperato quanto oggi anelato, è buona cosa evitare di trovarsi isolati in determinate ore del giorno e/o della notte».

In che modo operano le forze dell’ordine per aumentare il senso di sicurezza dei cittadini e per contrastare il fenomeno della criminalità?

«La risposta più evidente è aumentare la visibilità, essere presenti sul territorio, essere prossimi alle persone bisognose. Cercare di essere sempre più professionali, preparati ed addestrati nell’espletamento dei servizi finalizzati alla pubblica sicurezza».

Matilde Zanarini
Liceo E. Medi, Villafranca (VR)

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