Sembra impossibile che nel XXI secolo qualcuno possa mettere in dubbio la forma del nostro pianeta eppure oggi, grazie anche a internet, la presenza dei terrapiattisti continua a prosperare.

 

Lo scorso 9 dicembre 2017 a Ponti sul Mincio (Mantova) si è tenuta la conferenza plurilingue (italiano, inglese, tedesco e portoghese) “Piano di Esistenza – Primo dibattito nazionale sulla forma della terra. La terra è un globo?” con relatori nazionali e internazionali (Dharma Bernardi – Elafaki, Santos Bonacci in videoconferenza dall’Australia, Junior Dos Santos – JDS, Albino Galuppini – PianetaX e Calogero Greco) fermamente convinti di poter dimostrare la validità e incontrovertibilità del proprio modello. Sembra impossibile che nel XXI secolo qualcuno possa mettere in dubbio la forma del nostro pianeta eppure oggi, grazie anche a internet, la presenza dei Flat Earth o terrapiattisti continua a prosperare e, se possibile, diffondersi.

La Flat Earth Society nasce in Inghilterra nel 1956 come antagonista dell’agenzia aerospaziale statunitense NASA e successivamente, intorno al 1995, trasferisce la propria sede in California. Lo scopo è “chiarire la verità riguardo ai misteri dell’universo e dimostrare che la Terra è piatta e che la dottrina della terra sferica è solo un’elaborata truffa”.

Il dibattito iniziale tra Flath Earth Society e NASA si è allargato e oggi vede lo schieramento tra coloro che difendono il modello della Terra piatta e coloro che si affidano al modello della Terra a globo, entrambi con le proprie motivazioni. Pur cercando di rimanere imparziali salta subito all’occhio di quanto le prove scientifiche a supporto del modello globo siano inoppugnabili e frutto di secoli di studi mentre quelle a supporto del modello Terra piatta siano piene di ferventi argomentazioni ma senza dimostrazioni accertate ed effettive né consolidate da basi empiriche.

Il problema più evidente del modello Terra piatta è che parte dal presupposto che qualsiasi informazione che venga da fonti ufficiali, che sia scientifica, storica, politica o sociale, viene considerata menzognera e parte di un complotto globale ad opera di élite massoniche finalizzato a tenerci all’oscuro della verità per non ben specificati motivi di opportunità. Inoltre i terrapiattisti tendono a mischiare teorie e ipotesi di ogni genere, purché contrarie alla scienza riconosciuta, volgendole a proprio sostegno, anche se di fatto non riescono a provare scientificamente le loro affermazioni se non facendo fronte compatto e comune tra associazioni e gruppi di vario genere che non vogliono sentire ragioni.

I punti caldi del dibattito, tra Flat Earth e non, sono in tutto una decina, ma la teoria di base si può riassumere dicendo semplicemente che sono convinti che il nostro pianeta sia piatto, alla stregua di un disco, e allo stesso modo anche gli altri pianeti dell’universo, che la terra sia ferma, anziché roteare su se stessa, e che sia il centro dell’universo. Il sole e la luna, anch’essi dei dischi, avrebbero un raggio di pochi chilometri e sarebbero posizionati all’interno di una cupola che racchiuderebbe il nostro pianeta, ai bordi del quale ci sarebbe una cintura di ghiacci controllata dai militari per non farci sapere cosa c’è oltre i confini del mondo. È evidente che sarebbe necessario un numero inimmaginabile di militari per coprire una simile area e che il “segreto” sarebbe impossibile da mantenere per così tante persone, tuttavia i terrapiattisti ne rimangono fortemente convinti, facendosi forti anche del “Trattato Antartico”.

L’accordo in questo senso è stato completamente frainteso poiché invece di essere visto come un modo per salvaguardare quei territori, sarebbe la dimostrazione che i “potenti della terra” ci starebbero nascondendo qualcosa. Non è vero neanche che la zona è inaccessibile a tutti: ci sono più di 40 agenzie turistiche nel mondo che permettono a chiunque di arrivarci e migliaia di persone ogni anno usufruiscono dei loro servizi.

La teoria della cupola è, se possibile, ancora più visionaria, infatti sarebbe il motivo per cui secondo i Flat Earth non si può andare nello spazio: i razzi, navette, ecc. andrebbero letteralmente a “sbattere” contro la cupola. Ma se sole e luna fossero veramente a 5-6 km appena sopra di noi all’interno della cupola, perché non dovremmo poter arrivarci? E comunque rimarrebbero senza risposta i fenomeni di stelle cadenti, crateri sulla terra, asteroidi ecc.

Anche la pura osservazione (di chiunque, non propriamente di scienziati che abbiano una preparazione specifica in astronomia) delle costellazioni va a smontare il modello Terra piatta che non sa spiegare convincentemente la visione di due porzioni differenti di cosmo nei nostri due emisferi: il boreale osserva un cielo (in rotazione antioraria) in cui appaiono la Stella Polare e i Carri, l’australe (in rotazione oraria) vede la Croce del Sud. I Flat Earth tuttavia sostengono che il fenomeno è spiegabile dalla visione prospettica, così come alba e tramonto: quando il sole che si allontana dall’osservatore diventerebbe talmente piccolo da essere impossibile da vedere… Ma il sole al tramonto non diventa più piccolo, la dimensione è sempre la medesima, semplicemente si sposta dietro l’orizzonte e illumina l’altra metà del pianeta.

Le delucidazioni sulla luna e le sue fasi, le eclissi e i vari allineamenti vengono liquidate con una spiegazione facilissima: secondo i terrapiattisti la luna sarebbe autoilluminta (osservando nelle foto lunari le ombre dei crateri si intuisce immediatamente che la fonte di illuminazione è esterna, poiché se la luce venisse dall’interno le ombre non ci sarebbero) e le eclissi, ad esempio, avverrebbero perché semplicemente “si spegne”. Purtroppo per loro un modello scientifico, per essere attendibile, deve poter dimostrare tutte le variabili e nel caso del modello di Terra sferica tutte le fasi solari e lunari e tutti gli allineamenti sono spiegabili e prevedibili precisamente, mentre con il modello Terra piatta è semplicemente impossibile.

I Flat Earth negano categoricamente la presenza della curvatura terrestre e affermano che le foto della NASA (della Terra, dello spazio, di Marte) sono contraffatte e che i satelliti in orbita, come anche la stazione spaziale ISS, sono una menzogna e una truffa. Naturalmente la NASA non è l’unica agenzia aerospaziale al mondo e ci sono state epoche, come durante la Guerra Fredda ma non solo, in cui paesi come l’Unione Sovietica o la Cina sarebbero state felici di poter smascherare gli Stati Uniti. Ad esempio, se è vero che gli americani sono stati i primi ad atterrare sulla luna, sono stati i russi a mandare il primo uomo nello spazio (Alexei Leonov) e se l’allunaggio fosse stato tutta una messinscena avrebbero potuto semplicemente dire di essere arrivati per primi. Ma i terrapiattisti non vogliono ascoltare simili argomenti, semplicemente li ignorano, rimangono fermi sulle proprie posizioni insistendo che le foto della curvatura terreste vengono prodotte usando obiettivi “fish eye” o alterate con Photoshop e che i satelliti con i loro segnali semplicemente non esistono perché tutte le trasmissioni avvengono via terra.

Tutto è un complotto, tutto è menzogna, ma il perché questa fantomatica elite al potere dovrebbe trarre vantaggio da una “verità” di questo tipo francamente è difficile da trovare, se non impossibile. L’impressione è che queste persone, questi Flat Earth, per lo più con istruzione scolastica di base, cerchino di dare spiegazione a fenomeni che non sono in grado di comprendere o vogliano sentirsi speciali per dare un senso a vite altrimenti mediocri e monotone. Non voglio pensare che ci sia malafede e il raggiro dietro questi guru della Terra piatta, perché significherebbe che “loro” sono l’elite menzognera che vuole trarre vantaggio dalla credulità dei propri seguaci e che tante, troppe, persone sono cadute nella rete.

Enrico Sfiligoi
Liceo E. Medi, Villafranca (VR)

 

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