Sin dall’inizio della campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti i sondaggi hanno mostrato come Donald Trump sia sempre stato in svantaggio rispetto a Hillary Clinton che, nell’agosto del 2016, era in testa con il 42% rispetto al 37% dell’avversario. Perfino a una settimana dal voto la Clinton era la favorita. Molti si saranno dunque interrogati su come sia riuscito il neopresidente degli Stati Uniti a vincere le elezioni, considerando anche le sue dichiarazioni offensive nei confronti di stranieri e donne.

Sicuramente è impossibile pensare che Trump abbia conquistato gli americani con affermazioni che risultano un passo indietro nel percorso per l’uguaglianza di genere fatto fino ad oggi. Nel suo libro del 2006 Trump 101: la via per il successo egli scrive: «Le donne sono oggetti esteticamente piacevoli.» Allora perché tanti, comprese le donne, hanno votato un uomo con queste convinzioni? Le caratteristiche della sua campagna elettorale e il contesto americano hanno rappresentato la carta vincente: sostanzialmente Trump ha fornito agli americani le risposte alle loro domande.

Secondo il giornalista Marco Romandini il 65% della popolazione statunitense si dichiara credente e dunque potrebbe aver voluto preservare la propria fede dall’indifferenza progressista e dal pericolo straniero (Perché ha vinto Donald Trump). Il palese accanimento di Trump contro gli stranieri potrebbe aver pesato nella scelta elettorale, insieme ai suoi numerosi progetti per uno stretto controllo dell’immigrazione, primo fra tutti la costruzione di un muro lungo 3200 chilometri al confine con il Messico, come lui stesso afferma: «Nessuno meglio di me sa costruire muri.» Inoltre dal 28 dicembre 2013 1,3 milioni di americani avevano perso il sussidio di disoccupazione e Trump, per porre fine al malcontento ha giocato la carta, spesso usata nelle campagne elettorali, della promessa di posti di lavoro.

La figura stessa di Trump, uomo scaltro e intraprendente, ha conquistato gli elettori. Molti statunitensi vedono nell’establishment americano, ovvero nella classe dirigente statunitense, un monopolio delle solite famiglie, e manifestano ostilità nei confronti dell’ingerenza della finanza e delle multinazionali nelle decisioni del governo. Trump ha rappresentato dunque, agli occhi degli elettori, quel personaggio antisistema di cui l’America ha bisogno da tempo, un uomo che si è formato da solo, arrivando all’apice senza bisogno di Wall Street. Coerente fino in fondo, non ha mai perso la calma nemmeno nei dibattiti televisivi, contrariamente alle aspettative di coloro che lo consideravano uno “psicopatico instabile”.

Anche l’utilizzo dei media ha dato al neopresidente una marcia in più rispetto alla Clinton, che al contrario non ha avuto abbastanza dimestichezza con i moderni mezzi di comunicazione. Trump ha usato Twitter come mitragliatrice per inchiodare gli avversari, sapendo in questo modo di riuscire a conquistare i più giovani. La sua esperienza di ex conduttore del programma televisivo The Apprentice ha giocato a suo favore dato che è risultato a suo agio con i media, al contrario della Clinton, che è sempre apparsa fredda e calcolatrice.

Una campagna elettorale è fondamentale, ma altrettanto importanti sono le mosse del proprio avversario: la Clinton ha sicuramente compiuto una serie di passi falsi, che l’ha portata a perdere credibilità fra gli elettori. Gli statunitensi, spaventati dalla crescente minaccia terroristica nel vecchio continente, oltre che dalla profonda crisi economica che l’Europa sta affrontando, hanno appoggiato quasi all’unanimità il motto di Trump: “America First”, sottolineando la loro volontà di portare avanti una politica per quanto possibile protezionistica.

Infine per capire come Trump abbia effettivamente potuto vincere le elezioni dobbiamo tener conto del sistema elettorale americano. Sono presenti infatti i Grandi Elettori, il cui voto ha un’influenza maggiore rispetto a quella di un comune cittadino. Non è la prima volta che un presidente viene eletto pur non essendo il più votato a livello popolare.

Dunque non dobbiamo rimanere stupiti se un personaggio come Trump è riuscito a salire al potere: le cose non accadono mai senza una ragione e analizzando la situazione si può capire come il neopresidente degli Stati Uniti d’America abbia avuto l’arguzia e l’intelligenza di giocare al meglio le sue carte, offrendo ai propri cittadini le risposte che volevano fossero pronunciate, quegli stessi cittadini che, ammaliati dalle promesse fatte, hanno per un momento messo da parte il loro spirito critico nei confronti di un uomo le cui affermazioni paiono un enorme passo indietro della democrazia.

Elisa Poletti
Liceo E. Medi Villafranca (VR)

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