Divertirsi, provare sensazioni nuove, farsi accettare dal gruppo… alla fine è solo della chimica che va a riempire un vuoto. Ma ne vale la pena?

 

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un fenomeno di ribasso dei prezzi delle sostanze stupefacenti. Infatti, un grammo di marijuana può costare dai 5 ai 9 euro, una pastiglia di ecstasy si può acquistare con circa 20 euro, mentre il costo di un grammo di cocaina varia dai 50 ai 100 euro. Un grammo di eroina può costare dai 20 ai 30 euro, cifra ridicola rispetto a qualche anno fa, quando un grammo costava circa 80 euro.

Il calo del prezzo dipende da una vera e propria strategia di mercato gestito dal narcotraffico e, in particolare, dalla ‘ndrangheta.

Il consumo di cannabis, definita anche “droga leggera”, ha subito in Italia un incremento del 2,1% tra il 2013 e il 2014, aumentando dal 24,6% al 26,7%, mentre le sostanze allucinogene sono state sperimentate almeno una volta nella vita dal 2,9% degli studenti, secondo la relazione 2015 del Dipartimento delle politiche antidroga.

Nell’articolo Studenti e droga. Uno su tre dice di farne fa uso pubblicato dal quotidiano l’Arena il 15 febbraio 2017 si parla del tasso di consumatori di droghe tra gli studenti delle varie scuole veronesi. A Verona, grazie ad una collaborazione tra dirigenti scolastici e forze dell’ordine, è sempre stata fatta molta attenzione alla circolazione di queste sostanze nell’ambito scolastico; viene inoltre riportata un’indagine fatta tra 980 studenti delle scuole superiori, di cui 588 confermano il giro di sostanze, 363 ne fanno uso, 100 hanno iniziato il consumo per curiosità verso i 14 anni e 288 preferiscono la marijuana rispetto ad altre sostanze; 703 ragazzi affermano, inoltre, che il parco costituisce il principale luogo di consumo ed infine 797 persone ritengono giusto affrontare a scuola questo problema.

É complesso individuare i motivi che possono indurre i ragazzi ad abusare di sostanze psicoattive. La modalità più comune tra gli adolescenti di cadere nelle tossicodipendenze è il contatto con il gruppo che fa uso di droghe per il desiderio di “divertirsi “e di “sballare” provando sensazioni nuove. Sono quindi le dinamiche di gruppo e il desiderio di essere accettati, tramite la soddisfazione delle aspettative di un possibile “capobranco”, a indurre maggiormente i teenager al consumo di droga. Anche rapporti familiari conflittuali e alcune dinamiche affettive, le delusioni, possono essere tra le cause dell’assunzione di droga.

Depressione, ansia, voglia di trasgredire, sensibilità eccessiva o paura di affrontare la vita e le responsabilità ad essa connesse, sono altre valide motivazioni che spingono a cercare conforto nella droga.

Queste sostanze amplificano il proprio stato danimo, riempiendo il vuoto interiore ma piano piano il consumatore perde la consapevolezza di ciò e diventa dipendente.

L’uso di sedativi senza prescrizione medica è la nuova tendenza in Italia e riguarda la codeina: un alcaloide dell’oppio contenente metilmorfina e utilizzato come analgesico. I giovani utilizzano questa sostanza assumendola per via orale in combinazione con l’uso di cannabis o hashish, e questo cocktail causa euforia e forte dipendenza. Questa è una tendenza preoccupante in quanto gli effetti a lungo termine sulla mente e sul corpo di questa modalità di assunzione sono ignoti.

 

Come afferma uno psicologo del SerT di Verona (Servizio pubblico per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale, istituito dalla legge 162/90) che preferisce rimanere anonimo «I cannabinoidi sono sostanze psico-attive, creano uno stato alterato di coscienza e determinano dei fattori di rischio per la salute, come l’abbassamento della percezione del rischio. La costante ricerca di divertimento tra i giovani li spinge ad associare l’uso di alcol alla marijuana, moltiplicando la tossicità. Inoltre, dato lo sviluppo del sistema nervoso centrale che avviene circa a 21 anni, il giovane consumatore è predisposto a forti squilibri psichici».

L’uso di droghe è prevalentemente una via di fuga, per cui non si può parlare di “prevenzione del danno”: ciò che si deve e che si può prevenire è il coinvolgimento nell’uso, fornendo ai giovani la possibilità di trovare risposte valide ai loro problemi di sviluppo.

Una modalità di recupero per i ragazzi che hanno abusato di sostanze è rappresentata dalle strutture come il SerT, che a Verona ha sede in via Germania 20, nel quale i vari interventi sono finalizzati alla prevenzione, diagnosi precoce e trattamento delle patologie correlate ad uso di sostanze attraverso colloqui psicologico-clinici con il soggetto e la famiglia. Un’altra struttura per far fronte a questo disagio a Verona è l’Ospedale Villa Santa Giuliana, che si trova in via Santa Giuliana 3 e che si occupa della cura, della riabilitazione psicologica e del reinserimento sociale di adolescenti in difficoltà. Ancora ricordiamo il centro di recupero della Fondazione Exodus, fondata da Don Antonio Mazzi, in via San Giacomo di sotto17. Il centro di Verona è uno dei 18 regolarmente accreditati per la prevenzione e cura degli stati di tossicodipendenza.

Come dichiara lo psicoterapeuta del SerT di Verona «Lo sviluppo di una dipendenza tossica è dovuto alla struttura della personalità di un soggetto. Il riscontro più frequente riguarda le organizzazioni borderline ed i disturbi narcisistici della personalità che, per la fragile struttura psichica, predispongono il paziente ad alto rischio di abuso di sostanze. Per quanto riguarda l’utilizzo endemico delle sostanze è necessario osservare il fenomeno della “cultura dello sballo” che ha una determinante sociale e familiare, poiché molti modelli di riferimento per i giovani sono utilizzatori, ad esempio, nell’ambito musicale o artistico ed inoltre i genitori hanno la tendenza a creare un’illusione attorno all’autonomia dei figli che nasconde spesso scarsa presenza affettiva».

Il dottore che abbiamo interpellato ci ha fornito inoltre dei consigli su come porre rimedio o ridurre la circolazione di sostanze tra i giovani: «Difficilissimo contrastare il narcotraffico; ritengo che l’intervento più efficace sia ridurre la domanda di sostanze, piuttosto che contrastare l’offerta; creare cultura del benessere fin dall’infanzia, stimolare i genitori ad una maggiore presenza affettiva, sviluppare spazi di aggregazione giovanile sicuri e liberi da sostanze, stimolare i ragazzi allo sviluppo di una profonda passione (arte, sport) che canalizzi le energie ed organizzi il tempo disponibile».

Matilde Minotti – IVAES
Zeno Moniga – IVAS
Lorenzo Bolognani – III CS
Giacomo Perazzoli – IV AES
Federica Dall’Oglio – IV AES
Liceo G. Fracastoro, Verona

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