Il popolo italiano non ha mai posseduto un elevato senso civico, ma le occasioni per migliorare ci sono sempre, così come per peggiorare…

Non è la prima volta che la popolazione italiana passa per la più maleducata d’Europa, la più tendente allo spreco e forse addirittura la più superficiale. Tutto ha origine dal comportamento del singolo cittadino, perché ognuno di noi ha un ruolo nella composizione del popolo italiano. Tirando le somme, ad esempio, in quanti sarebbero davvero fieri di andare in un Paese scandinavo e annunciare «io sono italiano»? Ho preso come esempio un Paese scandinavo perché, in seguito a sondaggi specifici, i Paesi scandinavi risultano essere tra i più avanzati nell’ambito della ricerca di nuove risorse o della battaglia agli sprechi. Tornando a noi, la nostra fierezza si può limitare all’argomento del cibo, del patrimonio artistico o della nomea di “simpaticoni”, ma non può certo espandersi a quello del senso civico. Ma cosa significa realmente “senso civico”? Dal latino civis, che significa “cittadino”, è ciò che spinge l’abitante di un luogo a rispettare ciò che lo circonda, dagli oggetti inanimati ai singoli individui, per il bene dell’intera comunità.

Pochi cittadini italiani possiedono senso civico. Ciò è facilmente dimostrato innanzitutto da alcuni dati fornitici che rivelano come in Italia il consumo d’acqua pro capite sia il più elevato d’Europa: mentre il Belgio vanta il minimo di 110 litri quotidiani, il nostro “Bel Paese” raggiunge i 241, più del doppio. In più, ci si rende conto ogni giorno di come le nostre città siano sempre più inquinate e non si faccia nulla per migliorare la situazione. Ma l’esempio in assoluto più evidente della maleducazione italiana si nota passeggiando per le vie della città, innumerevoli mozziconi di sigaretta, carte e cartine e ogni genere di rifiuto sono reperibili su marciapiedi, muretti o carreggiate.

Gli italiani mantengono stili di vita improntati ad atteggiamenti da bulli e alla superficialità. In parole povere, gettiamo la cartina per terra perché lo fanno tutti, oppure per mantenere la reputazione di trasgressivi. Se le stesse azioni di vandalismo fossero commesse in un altro Paese europeo, si verrebbe senza ombra di dubbio puniti, anche severamente. In Italia, invece, manca il senso di appartenenza, non pensiamo che la via sia nostra come degli altri, non è la casa di nessuno quindi non ci sarà chi si offenderà se si lascia cadere la cartaccia dalla tasca.

Recentemente è entrata in vigore una legge che prevede una sanzione fino a 500 euro per coloro che gettano i mozziconi di sigaretta a terra: non vi è stato alcun cambiamento, tutti i fumatori sanno che non verrà mai nessuno a multarli. Quando invece sono i concittadini stessi a contestare un’azione di questo genere, la risposta consiste nel condannare le istituzioni a livello locale o statale, perché si è abituati a considerarle nemiche anziché alleate.

Ultimamente però bisogna ammettere che i cosiddetti cittadini individualisti assoluti sono in calo, eppure le differenze visibili sono gran poche: la strada verso l’inclusione dei valori collettivi è ancora lunga e in salita. Un aspetto in netto peggioramento è il linguaggio utilizzato da ogni esponente della società moderna, sempre più scurrile: le parolacce abbondano anche sulle bocche di ragazzi sempre più piccoli. Questo contribuisce alla creazione del nostro atteggiamento scortese e insolente, che coinvolge la persona poco colta come il nostro rappresentante in Parlamento, senza alcuna esclusione. Oppure, a testimoniare come il popolo italiano non tema le conseguenze delle proprie azioni, possiamo aggiungere la lista dei dipendenti statali che timbrano il cartellino senza effettivamente lavorare, con una sola minima percentuale che viene punita. Ma non finisce qui, perché la corruzione non ha limiti in Italia, già in troppi hanno ottenuto il loro posto solo grazie alle giuste conoscenze e ai giusti agganci.

Il popolo italiano non ha mai posseduto un elevato senso civico, ma le occasioni per migliorare ci sono sempre, così come per peggiorare, sia chiaro. Con una gran forza di volontà ognuno può impegnarsi per trovare un modo per correggere se stesso e il proprio comportamento nei confronti della collettività. Anche il solo gesto di gettare carta e plastica negli appositi contenitori è già un primo passo, come anche partecipare con entusiasmo alle elezioni dei rappresentanti politici ed essere coscienti di ciò che avviene intorno a noi. In fondo, non sta a nessuno giudicarci, se non a noi stessi e, nell’attesa del giudizio, miglioriamo tutti insieme.

Emma Poli III-DL
Liceo G. Fracastoro, Verona

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